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40 anni di inchieste insabbiate
Banche ed Equitalia non si fermano nemmeno davanti all'art.20 «vittima riconosciuta di usura subisce violenza psicologica »
post pubblicato in Segreti di Stato, il 26 gennaio 2012
Un cittadino ritenuto parte offesa in un procedimento penale per violazione dell'art. 644.c.p.  ( usura )  e al quale il prefetto  ha riconosciuto a lui e alle persone coinvolte i benefici dell'art.20  ( sospensione dei termini esecutivi\fallimentari) si è visto comunque aggredire da Equitalia e dalle banche, tutte  periziate per applicazione di tassi da usura e quindi raggiunte da indagini.
Tutto avviene a Udine a danno di un medico, scrittore di due libri su debito pubblico e rarefazione monetaria, nonché  ex volontario di un'associazione che combatteva contro gli effetti tossici del mercurio nelle amalgame dentali.
Nel 2010 iniziava ad interessarsi di Usura soprattutto negli estratti conto bancari e in quelli a ruolo di Equitalia. Come spesso accade e la Federcontribuenti ne è testimone, le vittime di pratiche scorrette iniziano studi privati nel tentativo di trovare soluzioni che possano salvargli la vita, come nel caso di questo medico che scopre di essere vittima e passa all'attacco.
Il Prefetto di Udine con encomiabile solerzia, dopo soli 36 giorni dalla domanda riconosceva al
medico la Sospensione dei Termini in data 29 Dicembre 2011.
La Federcontribuenti comunicava la sospensione dei termini ad Equitalia Udine ed alle banche interessate.
In data successiva alla spedizione del fax della sospensione dei termini, Equitalia inviava 3 lettere con  atto di pignoramento dei crediti verso soggetti beneficiari come il medico dello stesso art.20.  Questi soggetti terzi, elencati nel medesimo art.20, nelle lettere di Equitalia trovano elencato nei dettagli l'importo del debito del medico  nei confronti di Equitalia, in violazione delle norme sulla privacy e ignorando del tutto l'art 20 come le indagini in corso che la interessavano direttamente.   La cifra richiesta da Equitalia è  “la somma del credito dichiarato”(compresa l’usura ), più “gli interessi di mora e dei compensi di riscossione maturandi sino al giorno del pagamento della somma”; ovvero il soggetto veniva  invitato a pagare gli ulteriori interessi usurari futuri maturati al momento del pagamento.
La Banca oggetto delle stesse indagini per usura di Equitalia, dal canto suo, inviava al medico  l’ingiunzione del pagamento della rata di un mutuo scaduta a fine dicembre con la minaccia che se non l'avesse saldata sarebbe stato segnalato in CRIF. E l'art.20, quindi, che valore ha? Che valore ha in Italia l'espressione di un prefetto e di un magistrato? E le indagini della Guardia di Finanza di Udine, i quali indagano sull'usura oggettiva come documentazione indica?
Si può subire silenti e senza interventi decisivi del governo e delle istituzioni, questi atti puramente riconducibili ad un sistema estorsivo e minaccioso nei confronti di liberi cittadini?
Tutto questo sarà ovviamente oggetto di denuncia da parte del medico assistito dalla Federcontribuenti.  Come si legge dal rilascio dell'art.20 il Prefetto,  sentito il Presidente del Tribunale di Udine, preso atto del certificato estratto dal Registro delle notizie di reato rilasciato dalla Procura della Repubblica di Udine -  dove il medico viene indicato come parte offesa in un procedimento per usura,  - riteneva  non sussistessero motivi ostativi -  al rilascio dell'art.20 per il medico e per le persone sopra indicate.



Tax freedom day e Befera: l'Italia del '' sano timore''
post pubblicato in Segreti di Stato, il 9 gennaio 2012

"E' necessario incutere un sano timore" così ha affermato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, intervistato a 'La Telefonatà di Maurizio Belpietro su Canale 5. Afferma anche che, nel 2011, la lotta all’evasione fiscale ha fruttato il recupero di circa 11 miliardi e rincara la dose: "Faremo di più nel 2012. Gli errori commessi da Equitalia non devono portare a generalizzare nè a stigmatizzare l’attività di un ente che costituisce un argine contro l’evasione. Tutto ciò che Equitalia fa lo fa sulla base di leggi che dicono come deve comportarsi, se c'è qualcosa da rivedere siamo disposti a collaborare: generalizzare sulla base di 1.000 errori a fronte di 10 mila cartelle significa applicare la legge dei piccoli numeri. Se fermiamo Equitalia fermiamo tutto e l’evasione riaumenta".

Non è difficile per Federcontribuenti smentire i numeri urlati al vento da Befera, il calcolo è rapidissimo: in soli quattro giorni hanno firmato la bellezza di oltre 15 mila italiani per la chiusura di Equitalia. Le storie che emergono dai commenti non parlano di '' piccoli errori'', ma, raccontano tragedie umane. Errori che sono capi di imputazione gravi. Quand'anche fossero stati davvero soli 1000 errori, sono errori che si fanno sulla pelle di cittadini!

Proprio perchè Equitalia opera sulla base di leggi la Federcontribuenti ha elaborato la proposta di Legge presentata dal senatore Pedica, ecco alcuni passaggi del DDL:

'' E’ gravemente errato considerare aprioristicamente il cittadino contribuente come un evasore incallito o, peggio, come un soggetto perennemente dedito al malcostume del non pagare. Nel sistema attuale insieme alle difficoltà nell'ottemperare agli oneri elevati delle imposte il cittadino-debitore deve, inoltre, sopportare l'indebito e ingiustificato peso di somme che non trovano alcuna logica e che si inquadrano nell'ambito della peggiore azione di riscossione che si possa perpetrare ai danni della stessa azione di recupero dei crediti.

È lampante come una gestione dissennata, invasiva e ingiustificata della riscossione in molti casi porti al fallimento del soggetto contribuente sia esso persona fisica che impresa, provocando all'erario un danno di fatto notevolmente superiore a quello della mancata riscossione del capitale. Il legislatore dal 1999 ad oggi ha i più occasioni potenziato e accelerato la fase della riscossione, non tenendo in debito conto l'esigenza di equilibrare il diritto alla difesa del contribuente che, sempre di più, è chiamato a contrastare le invasive attività esecutive dalla società Equitalia Spa con mezzi processuali sempre più limitati. Così come ormai sono altrettanto noti i numerosi casi di comportamento illecito di Equitalia s.p.a. sanzionati dalla magistratura.'' Commenta il presidente Finocchiaro: « Chiudere Equitalia significa fermare un business, perchè i mega compensi dei dirigenti di Equitalia sono il frutto dei tassi di interesse e degli aggi e degli errori commessi a danno degli italiani. Il vero errore è stato dotare Equitalia di armi letali per l'economia nazionale. Un errore a cui si dovrà rimediare al più presto. Inoltre, questi grandi successi di recupero crediti, possibile non ve ne sia traccia in nessuna parte?»

Per quanto concerne i conti sulla determinazione del "Tax Freedom Day", il giorno della liberazione fiscale, per soddisfare le richieste dell'Erario, un italiano è chiamato a lavorare 8 mesi per lo Stato e solo quattro per se stesso. Anche se il grafico realizzato dal Corriere della Sera è esatto, va ricordato che al sud, per esempio, il costo della benzina sta schizzando verso nuovi record, siamo quasi a 1.8 per la benzina e la Rca, altro esempio, sembra anch'esso un organo fuori da ogni controllo e verifica! Questo per dire che esistono larghe zone dove lo Stato non vigila e chiede sangue anche alle rape.


Liberati da Equitalia: Mettici la firma!
post pubblicato in diario, il 4 gennaio 2012
Ennesimo suicidio nel Padovano: « Monti continua ad ignorarci»
post pubblicato in diario, il 29 dicembre 2011

La conta dei suicidi non si ferma nemmeno in queste giornate. La scorsa notte si è ucciso un padre di famiglia, un artigiano. Il padovano si sveglia così, sconvolto da altre lacrime. R.S., 54 anni, viveva e lavorava a Campodarsego, titolare di una ditta individuale di pitture edili. È stato trovato dai familiari poco prima dell'una di notte: con una corda al collo fissata alla grondaia di casa. Un biglietto di poche righe, l'ultimo saluto ai suoi cari. Gli investigatori subito individuano nel

calo di lavoro, nella difficoltà nel recuperare i crediti, le cause dell'estremo gesto. Si chiude così il disastroso 2011? Sarà questo l'ultimo suicidio, figlio di una pericolosa e mal gestita situazione economica? Di chi è la responsabilità di questa nuova morte se non di chi è chiamato a governare la nazione? «Presidente Monti, lo sente questo gravoso peso, questa colpa sul cuore? » Il presidente di Federcontribuenti, Carmelo Finocchiaro, ha chiesto a più riprese un incontro, sempre rimandato, sempre negato, eppure, voleva solo raccontare queste vite spezzate, spiegarne le cause e tentare un percorso rapido e condiviso. Girare gli occhi dall'altra parte e insistere su strade illogiche e controproducenti, questa è la sensazione che si ha nei confronti di chi ignora questa situazione. E allora ecco il racconto di un altro cittadino italiano il quale, secondo Equitalia, è debitore di 80 mila euro.

'' Abbiamo ricevuto la prima cartella esattoriale con un importo di circa 50 mila euro che abbiamo rateizzato; sono già due anni che paghiamo a rate.

Poi ci è arrivata una seconda cartella d' altrettante 50mila euro. Abbiamo dovuto licenziare 5 dipendenti sempre pagati e retribuiti regolarmente da anni e chiudere l'azienda. Le cartelle continuano a piovere su di noi e stiamo pensando di abbandonare l'Italia, sinceramente la voglia di combattere ci sta venendo meno. Gli studi di settore sono ingiusti, all'inizio fatturavamo bene poi nell'arco degli anni il fatturato si è dimezzato ma, secondo loro, dovevamo pagare comunque, senza avere la possibilità di un dilazionamento che ci avrebbe fatto salvare l'azienda e il posto di lavoro dei nostri dipendenti, ora disoccupati. Ci stanno rendendo la vita difficile, ci hanno ipotecato la casa, tutte le auto e il furgone aziendale. Chiaro che io voglio pagare è stiamo pagando ma in questi periodi è molto dura, volevamo un pò di respiro e pagare i tassi giusti e non perdere la casa acquistata con sacrifici di anni lavorando più di 16 ore al giorno 7 su 7 giorni. ''

Omettiamo al momento il nome per difendere quel poco di diritto alla privacy che è rimasto in Italia. Qualcuno lo definisce il '' gioco delle parti'', cioè quando i rappresentati di due opposte fazioni si rilanciano a turno la patata bollente. Se immaginiamo un ring dovremmo dire che nei due angoli siedono Equitalia e la Federcontribuenti e che l'arbitro non è imparziale considerato che questo è un dipendente dello stesso ministero che incoraggia Equitalia. ( Giustizia Tributaria )

Cosa si chiede ad Equitalia: di fare soldi, con ogni mezzo.

Cosa si propone la Federcontribuenti: di tutelare i cittadini e difenderne i diritti oltre che ad invitare il governo a varare riforme e Leggi tali a garantire giustizia sociale e rilancio dell'economia.

Su cosa si fonda Equitalia: su un imponente sistema di potere centralizzato.

Su cosa si fonda la Federcontribuenti: sull'idea insana che i contribuenti vadano salvaguardati e non ingiuriati. Perchè se i contribuenti sono salvaguardati si difende l'economia nazionale che diventa prospera e rigogliosa e non una landa arida.

Questi cittadini chiedono di poter pagare senza dover rinunciare al proprio diritto di vivere, chiedono, in momento così economicamente difficile, di vedersi aiutati e non calpestati. Ogni azienda che facciamo chiudere, ogni saracinesca che obblighiamo ad abbassarsi, ogni suicidio equivale ad un fallimento del governo e di chi lo amministra. Come si può parlare di riforme per lo sviluppo economico? Per sviluppo economico si intende proprio la tutela di questi piccoli imprenditori, dando a loro la possibilità di rientrare dai debiti con sistemi equi, stabilendo una riscossione idonea ai redditi di ognuno. La Federcontribuenti non dimentica il difficile momento che stanno vivendo gli impiegati di Equitalia che non hanno colpe, ma vengono visti come dei boia che non sono. Anche Equitalia è tempo faccia la sua parte, è tempo smetta di ubbidire ai comandi di uno Stato padrone ed imponga linee più morbide, giuste, democratiche.

Questo incontro di pugilato deve giungere al termine e deve vedere come vincitore uno Stato di diritto e non di oppressione. «Non si chiede altro e non ci rassegneremo: continueremo a ricercare un modello politico – amministrativo in linea con i diritti e i bisogni di tutta la popolazione italiana, quella che paga e sovvenziona tutto e tutti, quella che può salvare la nostra economia e farci sentir fieri d'essere italiani». Le cartelle di questo cittadino verranno periziate per capire se c'è o meno usura, la Legge sulla riforma del sistema della riscossione ha iniziato il suo lungo viaggio al Senato, si continuerà incessanti ad indicare ai ''Fari spenti'' il percorso da seguire per ristabilire il concetto di democrazia in Italia.


Rubati miliardi di euro a centinaia di famiglie italiane a favore dell'Erario.
post pubblicato in Segreti di Stato, il 10 dicembre 2011

Allarmanti telefonate al centralino della Federcontribuenti da parte di cittadini angosciati: chiedono se è vero quanto a loro detto dai funzionari di Bankitalia, vale a dire, se i loro risparmi sono ormai carta da bruciare nel camino. Il presidente, Carmelo Finocchiaro, parla di «incostituzionalità e abuso di potere» e promette di dar battaglia attraverso qualunque mezzo istituzionale per impugnare il D.L. del 6 dicembre 2011, n.201, Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici. Nel decreto Salva – Italia, all'Art. 26, troviamo, Prescrizione anticipata delle lire in circolazione:

In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 3, commi 1 ed 1 bis, della legge 7 aprile 1997, n. 96, e all'articolo 52-ter, commi 1 ed 1 bis, del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, le

banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell'Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore e' versato all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato.

Il Governo Monti, « senza una adeguata campagna di informazione ha anticipato di circa due mesi la prescrizione della lira impedendo, volontariamente, a tantissimi contribuenti di convertire i loro risparmi in euro. Questa gente è ora disperata.» La prescrizione della lira era prevista per il prossimo 29 febbraio, e, stando alle telefonate giunte alla Federcontribuenti, nemmeno i funzionari di Bankitalia erano informati dell'anticipazione sulla data di prescrizione. Una signora anziana di Teramo, ha rischiato l'infarto quando il 7 dicembre scorso, telefonando a Bankitalia, si è sentita rispondere che i risparmi di una vita poteva darli al macero. Le persone in questa condizione sono tantissime e tante sono le imprese che rischiano il fallimento. «Un vero e proprio furto, impossibile chiamarlo in altro modo, considerato che il controvalore, parliamo di miliardi di euro, andranno all'Erario e non ai legittimi possessori della lira. Sono stati derubati». Il Governo non può schiaffeggiare così sfacciatamente i cittadini italiani, deve fare un doveroso passo indietro.

Zamparini, intrappolato tra mafia ed Equitalia.
post pubblicato in Segreti di Stato, il 29 novembre 2011

Vittima del racket, costretto ad ''accontentare'' la Cupola, feroce sostenitore della battaglia, nazional - popolare, contro Equitalia e fondatore di un ''Movimento per la gente''. Perchè così diretto e spietato contro Equitalia e tanto omertoso verso la mafia? Dall'inchiesta è emerso che i boss comandavano la gestione del centro commerciale che Zamparini sta realizzando allo Zen stabilendo chi sarebbe stato assunto e a chi sarebbero andati gli spazi commerciali. Non poteva ignorare queste cose, non si ignora la gestione di un progetto quando ci metti i soldi.

Il boss Giulio Caporrimo, già condannato per mafia, voleva gestire il business dei biglietti dello stadio. Si lamentava che i biglietti della partita, ( regalati da chi? ) ,erano vicino agli "sbirri" e sempre lui decideva a chi ''donare '' i tagliandi omaggio.
Giovanni Li Causi, anche lui arrestato, sceglieva le ditte che avrebbero realizzato il nuovo stadio di Palermo. E poi perchè la stampa parla di nuova cupola, perchè tanta attenzione nel ribadire il concetto di ''presunto reato '' è ingiusto nei confronti di quegli onesti commercianti che hanno avuto il coraggio di rivolgersi alle forze dell’ordine, tra cui il titolare della pasticceria Costa di Palermo che si trova a pochi metri dal luogo in cui venne assassinato dalla mafia l’imprenditore Libero Grassi. E quanta evasione fiscale si nasconde in questa notizia?

Matteo Inzerillo, nipote del boss Michelangelo La Barbera, indicato come uomo d'onore della famiglia di Passo di Rigano, lasciava il suo posto di lavoro all'Amat, l'azienda comunale del trasporto locale di Palermo, per incontrare i capimafia nel suo orario di servizio. Bisogna dire che l'amministrazione comunale ignorava l'appartenenza mafiosa?

Se non cambiamo le regole del gioco, resteremo intrappolati nella ''presunzione '' senza incidere in questa lotta che non è mai cambiata, solo accantonata, indebolita, per mano di chi, come emerge dalle inchieste, ne risulta imputato.

Non possiamo ridurci a dare notizie, dobbiamo tornare a commentarle, ad imprimere alle stesse una connotazione umana e morale, solo così la condanna verso tutto ciò che è illecito sarà pubblica e decisiva.

Anche per tutto questo riteniamo sia opportuno per Zamparini e i suoi simpatizzanti rivedere il concetto di dovere civile e lotta sociale. Equitalia è un discorso serio, un malcostume molto più radicato, pieno di anfratti mai esplorati e non deve diventare strumento di propaganda o semplice populismo. Non si tratta di essere contro Equitalia, si tratta di ridare dignità ai contribuenti, di garantirgli tutela, uguaglianza nei trattamenti, la possibilità di vivere del proprio lavoro senza dover cedere allo Stato più di quanto il reddito concederebbe. Si tratta di contrastare il fenomeno dell'usura che avviene, in barba ad ogni norma, attraverso l'aggio sulle cartelle esattoriali.

Di salvare milioni di piccoli imprenditori e con essi l'economia nazionale. Equitalia è il boia, solo l'esecutore di una politica privata, per questo noi di Federcontribuenti oltre a contrastare Equitalia, a denunciarne i vizi e gli abusi, portiamo avanti la nostra idea di riforma fiscale e tributaria. Ma forse, alla mafia, o ad altri, fa comodo avere un Zamparini in trincea.


L'organo della Giustizia Tributaria è un covo di conflitti di interesse
post pubblicato in Segreti di Stato, il 25 novembre 2011

L’Italia è al 151esimo posto nella classifica internazionale sull’efficienza dei sistemi di giustizia tributaria del mondo. Poniamo il caso un contribuente debba impugnare una ingiusta ingiunzione di pagamento, quale organo istituzionale dovrebbe garantirgli una adeguata difesa? Il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria è l'organo istituito a garantire l'imparzialità nella difesa tra contribuente e Stato e conosce tre gradi di giudizio: Commissione Tributaria Provinciale, Commissione Tributaria Regionale e Cassazione. I giudici tributari dipendono dal Ministero dell'Economia. Il giudice è chiamato a deliberare contro il proprio capo il quale ha il potere di sanzionare i suoi dipendenti in un chiaro conflitto di interessi. Questa dipendenza, questa forma di assoluto controllo, impedisce vengano combattuti gli abusi sulla riscossione e l'usura; pratica ricorrente nelle cartelle esattoriali. Il Consiglio di presidenza della Giustizia Tributaria è così composto: 11 membri tra i componenti delle commissioni tributarie provinciali e regionali; 4 eletti dal Parlamento; 2 dalla Camera dei deputati e 2 dal Senato. Se si leggono i compiti del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, si coglie a pieno il perchè del malfunzionamento, dei disservizi e di una mancata lotta contro gli orrori di una tributaria costruita non intorno al cittadino ma contro il cittadino: svolge ruoli interni e inerenti ai soli componenti. Non si occupa di far emergere i conflitti, di rappresentare con obiettività le problematiche dei contribuenti. Invece di imporsi come organo imparziale e garantista dei diritti civili affonda nella nomenklatura politica, «Noi, Federcontribuenti, stiamo portando avanti la nostra idea di Giustizia Tributaria assieme al senatore dell'IdV, Stefano Pedica e presto approderemo in parlamento. È evidente che fino ad oggi si è garantita la difesa solo per i responsabili dei gravi disagi ricaduti sugli onesti contribuenti, come è stato per Equitalia». Daniela Gobbi, presidente del consiglio dell'organo di giustizia tributaria così si esprime nei confronti del neo eletto Mario Monti:

“Signor Presidente, vivissime congratulazioni per il conseguimento della prestigiosa nomina, anche in qualità di Ministro dell’Economia e delle Finanze. Le chiedo di essere ricevuta per segnalarLe i problemi più urgenti ed in corso di esame, della giustizia tributaria, funzione di primaria importanza per l’approvvigionamento finanziario dello Stato.”

Finocchiaro, presidente di Federcontribuenti: «Un efficiente sistema di giustizia tributaria non è un modo per assicurare l'approvvigionamento finanziario dello Stato, ma, un doveroso mezzo di difesa da mettere al servizio del cittadino. Per le casse dello Stato esiste la fiscalità». Una pericolosa dichiarazione quella della presidentessa della Giustizia Tributaria che lascia intravedere la poca intenzione di far valere i diritti civili di una cittadinanza sempre più resa incudine.

Tanta è la disinformazione per il cittadino che è costretto a diventare una sorta di topo di biblioteca o deve affidarsi ai consigli di qualche amico o professionista per conoscere i propri diritti e il modo per difenderli. Basta un nulla e un ricorso presentato con ragione diventa un boomerang con tanto di sanzioni pazzesche a seguito. Se il cittadino riesce a far valere la propria ragione rischia di dover fare un'altra causa ( civile ) per vedersi rimborsato il denaro, ingiustamente, versato: sempre in onore della formula solve et repete. Troppo spesso, il fatto d'esser costretti prima a pagare e poi ottenere giustizia, determina il fallimento della piccola o media impresa la quale ha dovuto licenziare i propri dipendenti o ha determinato un tracollo finanziario del contribuente colpito. Spesso accade che il cittadino, impaurito o incapace di assolvere tutte le pratiche o impossibilitato a pagare le spese di un processo civile, decida di rinunciare ad ottenere giustizia e gli impuniti restano tali.


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permalink | inviato da ROBERTALEMMA il 25/11/2011 alle 15:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
La BCE ordina, la Banca Mondiale declassa: Italia reagisci!
post pubblicato in Segreti di Stato, il 12 novembre 2011

L'ingerenza dell'Unione Europea continua a suscitare fastidio, '' è ora di smetterla – dice Finocchiaro di Federcontribuenti, - Bruxelles non deve sentirsi in diritto di mettere naso in questioni che riguardano solo lo Stato e i cittadini di Italia. Evidentemente, la storia del default, è solo uno strumento di controllo politico ed economico e non un modo per liberare l'Italia dalla corruzione e dalla speculazione''. La dichiarazione che ha urtato la Federcontribuenti: «L’Italia chiarisca subito la situazione politica, e no a elezioni perché servono riforme, non voto». Lo ha dichiarato il presidente dell’Unione europea, Herman Van Rompuy, al termine dell’incontro di ieri con il presidente della Repubblica, Napolitano, e con Berlusconi.

'' Bruxelles sta facendo pressioni a suon di minacce, un atteggiamento intollerabile. Di certo queste sottili minacce riguardano gli stessi speculatori italiani che ci hanno portato a questo punto e che rischiano, evidentemente, di vedersi bruciare commissioni e patrimoni eccellenti. Deve essere il popolo italiano a decidere se o meno andare al voto, noi, come Federcontribuenti, denunciamo l'assenza di riforme in grado di traghettare la nostra Nazione fuori dalla rotta di controllo europea e verso il rilancio dell'economia interna.''. Anche questa missione UE-BCE che sembra volersi stabilire permanentemente nei nostri ministeri getta ombre di sospetto su tutta la vicenda, '' quasi si stia installando, nella nostra nazione, un governo ombra con ben altri propositi. Gli iniziali consigli europei sono diventati ''degli ordini a cui non dobbiamo ubbidire. L'Italia non ha bisogno di altri padroni, questa Nazione, la nostra Nazione, ha bisogno di essere ripulita da quei meccanismi finanziari speculativi che l'hanno ipotecata.

Non vogliamo rinnovare una polizza con la BCE, che rimanderebbe solo il problema vero, dobbiamo invece riscattare i gioielli pignorati e fare in modo di tornare ad essere economicamente indipendenti, abbattendo il debito pubblico a suon di riforme e leggi anti speculazione''.

Si faccia dunque un Governo di unita' nazionale ma si punti in tempi certi alle elezioni anticipate, a patto però, fanno sapere i vertici della Federcontribuenti, '' si rediga un documento programmatico
collettivo con riforme che vadano dal fisco, ai contratti di lavoro, alla tracciabilità della spesa pubblica, a normative severe per le banche e per i politici eletti. '' Non lasceremo che la BCE ci schiavizzi.'' Un'altra questione preoccupa la Federcontribuenti, l'Italia, rispetto agli scenari internazionali, con l'attuale sistema, non sarà più competitiva e quindi incisiva.

Finocchiaro dopo avere letto il rapporto Paying Taxes 2012, redatto dalla Banca Mondiale, spiega:
''L’Italia conferma un pessimo piazzamento nella classifica globale del rapporto Paying Taxes 2012 realizzato dalla Banca Mondiale, il quale serve a misurare la qualità – in termini di semplicità ed
efficacia – dei sistemi fiscali di 183 economie. Il nostro Paese è addirittura peggiorato rispetto all’anno scorso, dal 128° al 133° posto.'' Le variabili che ci hanno declassato sono: il total tax rate, (ossia la pressione fiscale percentuale a carico delle imprese), il numero di adempimenti e il tempo necessario per effettuarli (in ore annuali). Il dato peggiore è proprio quello del total tax rate, che ammonta al 68,5%, suddiviso in tasse sul profitto (22,8%), tasse sul lavoro (43,4%) e altri tributi (2,3%). Si tratta della percentuale in assoluto più alta fra i Paesi dell’Ue, subito dietro quella della
Francia (65,7%), ma a notevole distanza dalla Germania (46,7%, di poco superiore alla media mondiale). D’altra parte, sottolinea il rapporto, a nuocere alla nostra Nazione non è solo la notevole pressione fiscale, ma, come il gettito viene utilizzato. La Francia, ad esempio, presenta
un livello di tassazione elevato, ma è in grado di offrire servizi di qualità. '' L’impatto del total tax rate ci vede in 170sima posizione su 183 Paesi complessivi: dietro di noi, nell’ordine,
Kirghizistan, Algeria, Palau, Colombia, Bolivia, Tagikistan, Eritrea, Uzbekistan, Sri Lanka, Argentina, Comoros, Gambia e Repubblica Democratica del Congo.
Insomma, rispetto ai Paesi sul podio, non abbiamo e non stiamo realizzando quelle riforme che ci ridarebbero credibilità, efficienza, competitività e giusto rapporto tra tasse versate e servizi resi alla cittadinanza. “Un’elevata pressione fiscale non sempre porta a una qualità altrettanto alta dei servizi pubblici”, ribadisce la ricerca, riferendosi a infrastrutture, salute ed educazione.
Finocchiaro conclude chiedendo alla politica di affrontare seriamente e urgentemente tutte queste questioni che emergono dal rapporto, lo si faccia in fretta se il nostro Paese vuole ridare slancio allo
sviluppo. Non c'è piu' tempo a meno che la vogliamo dare vinta a banchieri e speculatori.

Panico nella zona euro. Colpa della democrazia
post pubblicato in Segreti di Stato, il 2 novembre 2011

Fonti governative danno per certa la riunione questa sera a Palazzo Chigi del Consiglio dei ministri. Poco crediamo, l'urgenza, sia dovuta al varo delle misure straordinarie chieste dalla UE per fronteggiare la crisi del debito, semmai, sul pericolo che dalla Grecia sale. E se Ferruccio de Bortoli sul Corriere della Sera titola, Fermare la deriva, il numero uno di Federcontribuenti alza i toni: «Al di la delle reali motivazioni che hanno spinto Papandreou a seguire la strada del referendum è innegabile si tratti di un atto democratico. È giunto il momento di chiedere direttamente alle popolazioni cosa ne pensano di questi comandanti europei che attraverso le banche centrali infliggono punizioni e restrizioni inaccettabili. Un referendum che faremo in modo di indire anche in Italia perchè anche gli italiani stanno subendo senza difesa gli ordini di Eurolandia. Non si può pensare di schiavizzare la società senza che essa reagisca; del resto il meccanismo è chiaro a tutti. Un futuro fatto di debiti con interessi da usura, senza sapere come e per cosa ci si indebita. Basta con questi Governanti che si son messi in testa, con le loro banche, di comandarci a bacchetta.» Carmelo Finocchiaro, fa sapere quindi di essere solidale con il popolo ellenico e di appoggiare il percorso intrapreso dal governo greco.

Intanto, il primo ministro socialista George Papandreou ha respinto una serie di critiche ottenendo il sostegno del proprio governo al referendum: adesso sarà tutta una questione di tempo.

Una cosa è certa, i leader di Eurolandia temono questo referendum, temono di dar voce agli oppressi, temono, sia la miccia capace di dar fuoco al fortino tanto protetto. Se si decidesse di chiedere attraverso il referendum se restare o meno nella zona Euro sarebbe scontato l'esito: una valanga di preferenze per l'uscita dalla moneta unica. E se il referendum avesse come oggetto la serie di ordini impartiti, dalla BCE, per concedere aiuti monetari ad Atene? Anche qui l'esito sarebbe scontato? Vista l'insorgenza civile in Grecia, si: comunque sia l'oggetto del referendum, la UE, ne uscirebbe con le ossa rotte. Chi finge di non vedere l'onda che dalle nazioni sale contro il capitalismo, si renderà complice delle conseguenze e la storia ci insegna che un popolo oppresso è un popolo spinto a grandi gesta rivoluzionarie.

E se anche il Colle di Italia consiglia, - per non fare la fine della Grecia - di dimostrare di essere politicamente uniti contro un nemico comune quanto misterioso, quale è la speculazione finanziaria, è chiaro si debba, prima di tutto, rispettare la società civile, le sue idee in proposito e la sua drammatica situazione. Dare la colpa alla moneta unica è sbagliato, bisogna puntare sulla speculazione, bisogna centrare il problema e approfondire il nodo della sovranità monetaria. Non importa quale moneta si stampi, importa capire quanto costa ad uno Stato la stampa, come, perchè e chi decide quanta moneta comprare e a quale costo. Capire l'indebitamento mondiale per spezzare le catene. Perchè se gli Stati falliscono, se l'economia tracolla, se le popolazioni hanno smesso di vivere serenamente, la colpa, è solo dei tassi di interesse, è colpa e lo diciamo a chiare lettere, del signoraggio.

Vittima di camorra e dello Stato: Federcontribuenti denuncia abuso
post pubblicato in Segreti di Stato, il 18 ottobre 2011

Domani mattina intorno le 9, un giudice esecutivo, aiutato dalle forze dell'ordine e da personale del pronto soccorso butteranno in strada il sig. Orsino Luigi, affetto da grave insufficienza cardiaca: sfrattato dalla sua casa che ha salvato dagli attacchi della camorra ma non dagli attacchi dello Stato.

L'incredibile e raccapricciante storia di due persone, marito e moglie: Luigi Orsino ed Esposito Giuseppina. Giovani e rampanti avviano nel 1979 la loro attività che, nel corso degli anni, cresce e fiorisce fino ad interessare la camorra che vi entrerà, con prepotenza, attraverso un commercialista poi scoperto essere appartenente al clan Vollaro.

Il clan Vollaro è un clan camorristico operante nella zona est di Napoli, zona completamente messa a tappeto dalle estorsioni.

Inizialmente la famiglia Orsino paga il pizzo, lo paga con disgusto ma accettandolo come un compromesso al quale non ci si può opporre. Raggiunti da richieste sempre più alte di denaro da parte del clan, la famiglia Orsino, ricorre ad aiuti finanziari offerti da il loro amico di fiducia nonché loro commercialista dal 1979.

Questo commercialista, per anni amico di famiglia degli Orsini, si trasformerà in usuraio ed estorsore. Da bravo camorrista, il commercialista, punterà una pistola al suo ex cliente ed amico per fare bene intendere che non si scherza e tanto meno si ha la pazienza di aspettare soldi promessi. Gli interessi toccano il 400%. Orsini non riesce più a pagare, quindi il clan passa alle maniere dure: con violenza inaudita si appropria inizialmente di qualche immobile degli Orsini che sarà costretto a cedergli gratuitamente. L'avvoltoio non si accontenta, della preda, vuole pure le ossa. A questo punto falliscono le aziende: le banche pignorano il restante delle proprietà Orsini e, in modo rocambolesco, parte dei pignoramenti finiscono nelle tasche dei suoi aguzzini camorristi. Il prestito usuraio nascosto dietro una finanziaria dello stesso commercialista in seguito procedente della istanza di fallimento.

Il Giudice delle esecuzioni immobiliari del Tribunale di Nola si rifiuta di voler considerare il caso nel suo insieme e ritiene che non è sua competenza valutare i risvolti penali (denunciati alla Procura della Repubblica), relegando il caso a semplice fallimento doloso, quanto in realtà era sempre stato, e tale riconosciuto dallo stesso tribunale fallimentare, fallimento semplice non fraudolento.

Nel 2004 presentano denuncia alla Procura della Repubblica contro usurai ed estorsori, nessun magistrato li ha mai convocati. A convocarli i carabinieri di San Sebastiano a cui resero dettagliata deposizione circa i fatti riguardanti l’usura. Dal 2004 al 2010 silenzio da parte delle istituzioni e degli organi giuridici che hanno solo diviso in due tronconi il fascicolo iniziale: uno per l’usura ed uno per l’estorsione, nonostante si fosse dimostrato che i reati erano contigui e perpetrati da personaggi in complicità tra loro. ( Proc. N° 52969/05 e 11335/10. )

Nel giugno del 2010 il Giudice che si occupava delle indagini sull’usura ha archiviato la procedura senza neanche avvertire le vittime privandoli del diritto di un ricorso. Lo stesso giudice, pur archiviando la notizia, ha ritenuto di concedere ai coniugi i benefici previsti dall’art. 20 della legge 44/1999 (il 25/11/2010) che prevede la sospensione dei termini esecutivi per le vittime della criminalità organizzata: ma allora perchè ha archiviato il caso? La motivazione dell’archiviazione è che per il giudice, le vittime, avevano rapporti antecedenti con l'usuraio, dimenticando che nella denuncia, le vittime, avevano spiegato che il loro commercialista, nonché amico di famiglia, non lo sapevano membro del clan camorristico. Nel frattempo tutti i beni sono stati venduti forzosamente dal Tribunale, la casa in cui abitano è stata anch’essa venduta e domani mattina arriverà il giudice esecutivo. Minacce, intimidazioni, attentati di ogni genere: spari contro gli esercizi commerciali e l'abitazione, furto di automezzi, rapimento di un figlio (durato pochi minuti), la macchina della signora speronata, percosse al sig. Orsini, uccisione del cane a colpi d’arma da fuoco. Atti vandalici, un ordigno incendiario gettato nel cortile di casa, un individuo introdottosi nel giardino di casa ha aggredito la signora spingendola per le scale interne al giardino stesso.

In questa pazza storia, finita solo ieri pomeriggio nella mani della Federcontribuenti, si riscontrano gravi inadempienze e superficialità da parte degli organi giuridici investiti, dalle vittime per mezzo denuncia, del ruolo di tutori dei diritti e della giustizia. I coniugi Orsino non hanno potuto godere di una adeguata, quanto esperta, difesa legale: rimasti senza soldi, vivono della beneficenza della parrocchia, si sono dovuti mettere nelle mani di un legale d'ufficio.

Questa è una sfida che lo Stato non può permettersi di perdere.

La Federcontribuenti fa ufficiale richiesta agli organi preposti di sospendere il procedimento esecutivo a danno della famiglia Orsini. La Legge stabilisce che non si può procedere a pignoramento quando si è vittime della criminalità organizzata. Inoltre va ricostruita la vicenda giudiziaria, vanno periziati i conti correnti a provare la pratica dell'anatocismo, vanno spiegati i silenzi in procura. Per tanto, secondo i legali della Federcontribuenti, non sussistano i requisiti di Legge per procedere allo sfratto esecutivo, anzi, ritiene la vendita all'asta dei beni degli Orsini un ulteriore abuso.


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